Statuto Artigianfidi Padova Soc. Coop.

– ATTUALMENTE VIGENTE –

 

TITOLO I

 COSTITUZIONE – SEDE – DURATA – SCOPI – REQUISITI MUTUALISTICI

ART. 1  DENOMINAZIONE SOCIALE

E’ costituita con sede in Padova, la società cooperativa di garanzia denominata “ARTIGIANFIDI PADOVA SOCIETA’ COOPERATIVA”.

La Cooperativa potrà istituire, con delibera del Consiglio di amministrazione, succursali, agenzie e rappresentanze anche altrove. La Cooperativa è retta dal presente statuto sociale e dal relativo regolamento che dovrà essere approvato dall’assemblea ordinaria di cui al successivo art.27

ART. 2 DURATA

La Cooperativa ha durata fino al 31 (trentuno) dicembre 2050 (duemilacinquanta) e potrà essere prorogata, una o più volte, di venti anni in venti anni, con deliberazione dell’assemblea straordinaria.

ART. 3 SCOPO MUTUALISTICO

La Cooperativa svolge la propria attività a favore dei soci secondo il principio della mutualità prevalente, prefiggendosi di tutelare ed assistere le aziende associate nella loro attività economica favorendo l’acquisizione di finanziamenti e linee di credito atti ad ampliare la capacità di mercato e consolidandone la struttura. La Cooperativa è iscritta nell’apposito Albo come previsto dall’art.2512 secondo comma Cod.Civ., presso il quale provvede a depositare il bilancio annuale. Per il conseguimento dello scopo mutualistico, la Cooperativa svolge la propria attività uniformandosi al criterio legislativo secondo il quale, i ricavi delle prestazioni dei servizi effettuati ai propri soci, devono superare il 50 (cinquanta) per cento del totale dei ricavi delle prestazioni. Pertanto gli amministratori e i sindaci dovranno, a norma dell’art.2513 primo comma Cod.Civ., documentare la condizione di prevalenza nella nota integrativa al bilancio, evidenziando contabilmente la sussistenza dell’anzidetto parametro.

ART. 4 OGGETTO SOCIALE

Considerata l’attività mutualistica della cooperativa così come definita dal precedente articolo, la Cooperativa, priva di fini di lucro, ha come oggetto quello di svolgere esclusivamente l’attività di garanzia collettiva dei fidi ed i servizi ad essa connessi o strumentali.

Inoltre, allo scopo di ottimizzare la rendita del patrimonio, destinato all’attuazione dell’oggetto sociale, la Cooperativa potrà effettuare investimenti di natura immobiliare con la relativa gestione nonché operazioni di natura finanziaria con ivi compresa l’assunzione di partecipazioni in società con attività di supporto a quella svolta dalla Cooperativa. Nel quadro delle finalità, previste dal presente statuto, la Cooperativa provvederà altresì:

– alla stipula di apposite convenzioni con gli Istituti di credito e società finanziarie;

– all’eventuale costituzione d’uno o più fondi rischi;

– all’accettazione di eventuali contributi, donazioni ed elargizioni.

Qualora la Cooperativa risultasse iscritta, in conformità a quanto previsto dall’art.13 commi 32 e 57 della L. 24/11/2003 n.326, all’Elenco speciale per gli intermediari finanziari, disciplinato dall’art.107 del Testo unico bancario, essa potrà svolgere, prevalentemente a favore dei propri soci, anche le seguenti attività:

– prestazione di garanzie a favore dell’Amministrazione finanziaria dello Stato al fine dell’esecuzione dei rimborsi d’imposta alle imprese socie;

– gestione, ai sensi dell’art.47 secondo comma del Testo unico bancario, di fondi pubblici di agevolazione;

– stipulazione, ai sensi dell’art.47 terzo comma del Testo unico bancario, di contratti con le banche, assegnatarie di fondi pubblici di garanzia, per disciplinare i rapporti con le imprese socie, al fine di facilitarne la fruizione.

In via residuale la Cooperativa potrà svolgere, nei limiti massimi stabiliti dalla Banca d’Italia, le attività riservate agli intermediari iscritti nel medesimo Elenco. I confidi possono, altresì, fondersi con altri Confidi comunque costituiti. Alle fusioni possono partecipare anche società, associazioni (anche non riconosciute), fondazioni e consorzi diversi dai Confidi purchè il Consorzio o la società incorporante, che risulta dalla fusione, sia un Confidi o una Banca. Alla fusione si applicano in ogni caso le disposizioni di cui al Libro V, titolo V, Capo X, Sez. II, del C.C.

ART. 5 REQUISITI PER LA MUTUALITA’ PREVALENTE

Ai fini della sussistenza dei requisiti mutualistici, descritti nei precedenti articoli ed in riferimento a quanto previsto dall’art.2514 Cod.Civ. e dall’art.13 comma 19 della L. 24/11/2003 n.326, vengono fissate le seguenti prescrizioni:

– il divieto di distribuzione di dividendi ai soci;

– il divieto di ripartire le riserve tra i soci;

– il divieto di remunerare gli strumenti finanziari, offerti in sottoscrizione ai soci, in misura superiore a quanto previsto dall’art.2514 Cod. Civ.;

– l’obbligo di devoluzione, nel caso di scioglimento della Cooperativa, dell’intero patrimonio, dedotto soltanto il capitale versato, al “Fondo di garanzia interconsortile per la prestazione di cogaranzie e controgaranzie ai Confidi”, al quale la Cooperativa ha dato la propria adesione.

TITOLO II

SOCI

ART. 6 REQUISITI DEI SOCI

Il numero dei soci è illimitato e non può essere inferiore al minimo stabilito dalla normativa di legge.

Possono pertanto essere ammesse a far parte della Cooperativa:

a) le imprese artigiane, sia individuali sia nelle forme societarie consentite, iscritte nell’Albo delle Imprese Artigiane di cui all’art.5 della legge 8 agosto 1985, n.443 e successive modificazioni e integrazioni;

b) piccole e medie imprese, comprese le microimprese, rientranti nei limiti dimensionali previsti dalla normativa dell’Unione Europea in materia di aiuti alle imprese, purché in numero non superiore ad un terzo della totalità delle imprese socie;

c) i consorzi e le società consortili artigiani, anche in forma di società cooperativa, iscritti nella separata sezione dell’Albo delle Imprese Artigiane, di cui all’articolo 6 della legge 8 agosto 1985, n.443 e successive modificazioni e integrazioni, purché ad essi partecipino almeno due terzi di imprese artigiane socie iscritte nell’anzidetto Albo e purché le imprese artigiane detengano la maggioranza degli organi deliberanti.

Non possono essere soci, le imprese che abbiano in corso procedure concorsuali o dichiarate fallite e non riabilitate oppure imprese il cui titolare abbia riportato condanne ad una pena che comporti l’interdizione anche temporanea dai pubblici uffici.

Non possono inoltre far parte della Cooperativa imprese che abbiano interessi contrastanti con questa o che risultino soci di altri Confidi costituiti per gli stessi scopi e con le medesime modalità operative, oppure siano stati espulsi da altri Confidi.

ART. 7 DOMANDA DI AMMISSIONE

Chi intende diventare socio deve presentare domanda al Consiglio di amministrazione della Cooperativa.

Trattandosi di ditta individuale, la domanda deve contenere oltre alla sottoscrizione:

a) cognome e nome, luogo e data di nascita, residenza, attività esercitata e codice fiscale;

b) indicazione delle partecipazioni/azioni da sottoscrivere;

c) dichiarazione di accettazione dello statuto sociale e dell’impegno di osservare le disposizioni contenute nel regolamento della Cooperativa nonché a sottostare alle deliberazioni prese dagli organi sociali e a versare le partecipazioni/azioni sottoscritte.

Trattandosi invece di società, la domanda deve essere sottoscritta dal rappresentante legale e dovrà contenere:

a) indicazione della denominazione o ragione sociale, della sede, dell’attività esercitata e dei relativi codici IVA e fiscale;

b) indicazione delle partecipazioni/azioni da sottoscrivere;

c) dichiarazione di accettazione dello statuto sociale e di osservare le disposizioni contenute nel regolamento della Cooperativa nonché a sottostare alle deliberazioni prese dagli organi sociali ed a versare le partecipazioni/azioni sottoscritte.

ART. 8 AMMISSIONE DEI SOCI

Il Consiglio di amministrazione, prima di deliberare sulla domanda di ammissione, potrà richiedere ogni altro documento ad integrazione di quanto previsto dal precedente art.7. La delibera di ammissione dovrà essere annotata, a cura degli amministratori, nel libro dei soci e comunicata all’interessato con le modalità indicate dal regolamento interno. Il Consiglio di amministrazione deve inoltre, entro sessanta giorni dalla presentazione della domanda, motivare l’eventuale delibera di rigetto e comunicarla all’interessato.

A sua volta chi ha proposto la suddetta domanda può, entro sessanta giorni dalla comunicazione del diniego, chiedere che sull’istanza si pronunci l’assemblea, la quale delibera sulle domande non accolte, se non appositamente convocata, in occasione della prossima successiva convocazione. Gli amministratori, nella relazione al bilancio, illustrano le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione dei nuovi soci.

ART. 9 DIRITTO DEI SOCI

La costituzione e l’esecuzione dei rapporti mutualistici con i soci sono rette dal principio della parità di trattamento, con riferimento a quanto previsto dall’art.2516 Cod. Civ. Pertanto ogni socio può ottenere la garanzia mutualistica della Cooperativa ed ogni altra prestazione, prevista dallo statuto sociale, soltanto dopo la sua iscrizione nel libro soci. Il regolamento della Cooperativa potrà determinare peraltro le condizioni e le modalità per poter beneficiare dell’anzidetta garanzia. Inoltre, in ordine alla gestione dell’attività sociale, a ciascun socio, conformemente a quanto previsto dall’art.2422 Cod. Civ. è riconosciuto il diritto di esaminare il libro dei soci e quello delle assemblee e di ottenerne estratti a proprie spese. I soci peraltro, quando almeno un decimo del numero complessivo di essi lo richieda (oppure un ventesimo quando la Cooperativa ha più di tremila soci), hanno diritto, per effetto dell’art.2545 bis Cod. Civ., di esaminare, attraverso un rappresentante, il libro delle deliberazioni del Consiglio di amministrazione. I diritti, di cui ai precedenti due ultimi commi, non spettano ai soci in mora per la mancata esecuzione dei conferimenti o inadempienti alle obbligazioni contratte con la Cooperativa.

ART. 10 OBBLIGO DEI SOCI

I Soci sono obbligati:

a) al versamento dell’eventuale tassa di ammissione, di eventuali diritti di segreteria e di altre commissioni nelle misure fissate dal Consiglio di amministrazione;

b) al versamento delle partecipazioni/azioni sociali, sottoscritte nel numero che verrà determinato dal Consiglio di amministrazione, anche in funzione delle garanzie concesse;

c) ad osservare lo statuto, le delibere dell’Assemblea e del Consiglio di amministrazione nonché il regolamento della Cooperativa;

d) a concedere agli Istituti di credito o alle società finanziarie convenzionate eventuali fideiussioni, il cui importo verrà fissato dal Consiglio di amministrazione;

e) all’eventuale costituzione del deposito cauzionale di cui al successivo art.34, secondo comma, lett.p) anche in funzione delle garanzie concesse;

f) ad onorare le obbligazioni assunte nei confronti degli Istituti di Credito e supportate da garanzia mutualistica, assunte precedentemente allo scioglimento del vincolo sociale, fino alla loro definitiva estinzione.

Le imprese costituite in forma di società, hanno altresì l’obbligo di comunicare tempestivamente al Consiglio di amministrazione le modifiche dei loro patti sociali nonché gli avvicendamenti delle persone che ne hanno la legale rappresentanza o che, comunque, sono legittimamente autorizzate a rappresentare l’impresa nei rapporti con la Cooperativa.

ART. 11 PERDITA DELLA QUALITA’ DI SOCIO

La qualità di socio si perde:

a) per recesso, esclusione, fallimento o per causa di morte, se il socio è persona fisica;

b) per recesso, esclusione, fallimento, scioglimento o liquidazione se il socio è diverso da persona fisica.

ART. 12 RECESSO DEL SOCIO

Il recesso del socio è concesso nei casi previsti dall’art.2437 Cod.Civ. Non è considerato motivo di recesso la proroga del termine di durata della società. La domanda di recesso deve essere comunicata con raccomandata alla Cooperativa. Gli Amministratori devono esaminarla entro sessanta giorni dalla ricezione. Se non sussistono i presupposti di recesso, gli amministratori devono darne immediata comunicazione al socio a mezzo raccomandata il quale, entro sessanta giorni dal ricevimento della comunicazione, può proporre opposizione innanzi al Collegio arbitrale di cui al successivo art.43. Il recesso ha effetto, per quanto riguarda il rapporto sociale, dalla comunicazione del provvedimento di accoglimento della domanda.

ART. 13 ESCLUSIONE

L’esclusione è deliberata dal Consiglio di amministrazione oltre ai casi previsti dagli artt.2286, 2288 I comma Cod.Civ., anche a quanto conformemente previsto dall’art.2533 Cod.Civ., nei confronti del socio:

a) che non sia in grado di concorrere al raggiungimento degli scopi sociali;

b) che abbia perduto i requisiti richiesti per la partecipazione alla cooperativa;

c) che risulti gravemente inadempiente rispetto alla norme statutarie ed alle disposizioni del regolamento, alle deliberazioni dell’assemblea nonché a quelle del Consiglio di amministrazione, salva la facoltà del Consiglio di amministrazione di accordare al socio un termine non superiore a sessanta giorni, per adeguarsi;

d) che, previa intimazione scritta degli amministratori con termine di almeno trenta giorni, non effettui il versamento delle partecipazioni/azioni sottoscritte o i pagamenti di somme dovute alla Cooperativa a qualsiasi titolo;

e) che in qualunque modo arrechi danno alla Cooperativa con dissidi o turbative tra i soci, allo scopo di impedire il regolare svolgimento dell’attività sociale;

f) che prenda parte in imprese che abbiano interessi o svolgono attività concorrenti con quelli della Cooperativa.

Contro la delibera di esclusione, il socio può proporre opposizione al Collegio arbitrale di cui al successivo art.43, nel termine di sessanta giorni dalla comunicazione.

L’esclusione diventa operante dalla relativa annotazione nel libro soci.

ART. 14 MORTE DEL SOCIO

In caso di morte del socio, gli eredi o i legatari del socio defunto hanno diritto di ottenere il rimborso delle partecipazioni/azioni versate presentando, unitamente alla richiesta di liquidazione, atto notorio o altra idonea documentazione, dalla quale risultino gli aventi diritto e quello tra essi che li rappresenta di fronte alla Cooperativa.

Gli eredi, provvisti dei requisiti per l’ammissione alla Cooperativa, possono subentrare alla partecipazione del socio deceduto, previa delibera del Consiglio di amministrazione che ne accerta i requisiti richiesti.

ART. 15 LIQUIDAZIONE DELLE PARTECIPAZIONI/AZIONI

I soci, il cui rapporto sociale con la Cooperativa è venuto a cessare, hanno il diritto al rimborso delle partecipazioni/azioni versate ed il relativo pagamento viene effettuato entro centottanta giorni dall’approvazione del bilancio d’esercizio in cui ha avuto luogo lo scioglimento del rapporto sociale. La liquidazione della partecipazione sociale, eventualmente ridotta in proporzione alle perdite imputabili al capitale sociale, avviene al valore nominale. Il diritto al rimborso delle partecipazioni/azioni versate ed il relativo pagamento è subordinato all’estinzione delle obbligazioni assunte nei confronti degli Istituti di Credito ; diversamente si procederà alla liquidazione, oltre il termine previsto di cui al precedente I comma, previa presentazione da parte del richiedente, della documentazione di avvenuta estinzione. La Cooperativa non è tenuta al rimborso delle partecipazioni/azioni versate, in favore dei soci receduti ed esclusi o degli eredi del socio deceduto, qualora non sia stata fatta richiesta entro il termine di prescrizione di cinque anni dall’approvazione del bilancio dell’esercizio nel quale lo scioglimento del rapporto sociale, è divenuto operativo. Trascorso il termine di prescrizione le partecipazioni/azioni sociali non restituite andranno accantonate a fondo rischi patrimoniale. Comunque la Cooperativa può compensare per effetto dell’art.1243 Cod. Civ. con il debito del rimborso delle partecipazioni/azioni e della restituzione dell’eventuale deposito cauzionale di cui al successivo art.34, il proprio credito per risarcimento dei danni provocati dall’ex socio o derivante dall’eventuale escussione della garanzia mutualistica da parte degli Istituti di credito. Inoltre, a seguito di regolare estinzione degli affidamenti concessi dagli Istituti di credito e supportati dalla garanzia mutualistica, il socio beneficiario avrà diritto ad essere rimborsato di quanto eventualmente versato alla Cooperativa a titolo di deposito cauzionale.

ART. 16 TERZI SOVVENTORI

Gli Enti pubblici e privati e le imprese di maggiori dimensioni che non possono far parte della Cooperativa e ciò in riferimento quanto previsto dal precedente art.6, possono sostenere l’attività attraverso contributi e garanzie, non finalizzati a singole operazioni; essi non divengono soci né fruiscono delle attività sociali, ma i loro rappresentanti possono partecipare agli organi elettivi della Cooperativa, purché la nomina della maggioranza dei componenti di ciascun organo resti riservata all’assemblea.

TITOLO III

 

PATRIMONIO SOCIALE

ART. 17 COSTITUZIONE DEL PATRIMONIO SOCIALE

Il patrimonio sociale della Cooperativa è costituito:

a) dal capitale sociale che non può essere inferiore a centomila euro;

b) dai conferimenti effettuati dai terzi sovventori;

c) dal fondo di riserva formato dal cinquanta per cento degli utili annuali;

d) dal fondo rischi patrimoniale formato:

– con gli utili rimanenti dopo aver dedotto le quote da imputare a riserva legale;

– con le eventuali commissioni che ogni socio è tenuto a versare in rapporto all’ammontare dei finanziamenti ottenuti dagli Istituti di credito e supportati dalla garanzia mutualistica;

– con le partecipazioni/azioni dei soci insolventi;

– con le partecipazioni/azioni sociali non restituite a seguito dell’avvenuta prescrizione;

– con i conferimenti della Regione Veneto o di altri enti pubblici, a tale scopo destinati;

– con donazioni, lasciti ed elargizioni.

Il fondo rischi patrimoniale sarà pertanto riportato nei prospetti di bilancio in uno o più capitoli che possano meglio identificare la provenienza o la destinazione delle somme ivi indicate.

ART. 18 PARTECIPAZIONI/AZIONI SOCIALI

Le partecipazioni/azioni sociali, ciascuna del valore minimo di Euro 25,82 e del valore massimo stabilito dalla normativa di legge, sono nominative e non sono frazionabili; non possono inoltre essere cedute a terzi che non siano soci della Cooperativa. In ogni caso esse non possono essere cedute con effetto verso la società se la relativa cessione non è stata autorizzata dal Consiglio di amministrazione. E’ esclusa l’emissione dei titoli rappresentativi delle partecipazioni/azioni, conformemente a quanto previsto dall’art.2346 I comma Cod.Civ. Il socio che intende trasferire la propria partecipazioni/azione deve rispettare la procedura prevista dall’art. 2530 Cod.Civ. Le partecipazioni/azioni sociali non possono essere sottoposte a pegno o ad altro vincolo di qualsiasi natura.

ART. 19 PATRIMONIO NETTO

Il patrimonio netto della Cooperativa, comprensivo del fondo rischi di cui al precedente art.17, non può essere inferiore a duecentocinquantamila euro; dell’ammontare minimo dell’anzidetto patrimonio, almeno un quinto deve essere apportato dai soci o da avanzi di gestione. Al fine del raggiungimento dell’ammontare minimo si considerano anche i fondi rischi, costituiti mediante accantonamenti di conto economico, per fare fronte a previsioni di rischio sulla garanzia prestata.

ART. 20 DIMINUZIONE DEL PATRIMONIO NETTO E DEL CAPITALE SOCIALE

Quando, in occasione dell’approvazione del bilancio di esercizio, risulta che il patrimonio netto è diminuito per oltre un terzo al di sotto del minimo di cui al precedente art.19, gli amministratori sottopongono all’assemblea gli opportuni provvedimenti. Se entro l’esercizio successivo la diminuzione del patrimonio netto non si è ridotta a meno di un terzo di tale minimo, l’assemblea che approva il bilancio deve deliberare l’aumento del capitale sociale in misura tale da ridurre la perdita a meno di un terzo; in caso diverso, deve deliberare lo scioglimento della cooperativa. Se, per la perdita di oltre un terzo del capitale sociale, questo si riduce al di sotto del minimo di cui all’art.17 primo comma lett.a), gli amministratori devono, senza indugio, convocare l’assemblea per deliberare la riduzione del capitale sociale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al suddetto minimo o lo scioglimento della Cooperativa.

ART. 21 DESTINAZIONE DEL PATRIMONIO SOCIALE

Il patrimonio sociale, qualsiasi sia la forma in cui esso risulti eventualmente investito, deve essere destinato esclusivamente all’attuazione dell’oggetto sociale di cui al precedente art.4.

ART. 22 RESPONSABILITA’ PER LE OBBLIGAZIONI

Delle obbligazioni sociali risponde soltanto la Cooperativa con il suo patrimonio.

TITOLO IV

 

ORGANI SOCIALI

ART. 23 RESPONSABILITA’ PER LE OBBLIGAZIONI

Sono organi della Cooperativa:

– l’Assemblea dei soci;

– il Consiglio di amministrazione;

– il Presidente;

– il Collegio sindacale.

ART. 24 ASSEMBLEA DEI SOCI

Le Assemblee sono ordinarie e straordinarie e sono costituite da tutti i soci con la partecipazione dei componenti il Consiglio di amministrazione e il Collegio sindacale. Le assemblee, quando sono validamente costituite, rappresentano tutti i soci e le loro deliberazioni, quando non siano in contrasto con la legge e con il presente statuto, obbligano tutti i soci ancorché assenti o dissenzienti. Le assemblee ordinarie e straordinarie sono presiedute dal presidente del Consiglio di amministrazione o, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice-Presidente del consiglio stesso ed in assenza anche di questi, dal consigliere più anziano di età. Alla nomina del segretario dell’assemblea provvede il presidente di questa; il segretario può essere anche una persona non socia. Le deliberazioni devono essere documentate dal verbale, redatto in conformità a quanto previsto dall’art.2375 Cod.Civ., sottoscritto dal presidente e dal segretario. Il verbale dell’assemblea straordinaria deve essere redatto da un notaio.

ART. 25 CONVOCAZIONE DELL’ASSEMBLEA

L’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, viene convocata in una qualsiasi sede purché in Italia, dal presidente dal Consiglio di amministrazione, mediante avviso contenente l’indicazione del giorno, dell’ora e del luogo dell’adunanza, nonché l’elenco delle materie da trattare. L’ordine del giorno dovrà essere affisso in modo visibile nella sede sociale almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza ed essere inviato o recapitato (anche con altro mezzo idoneo) entro lo stesso termine, ai soci. Qualora i soci della Cooperativa superino il numero di duemila, l’avviso, anziché inviato e recapitato, può essere pubblicato in almeno un giornale quotidiano di ampia pubblicazione, quali il Mattino di Padova, il Gazzettino, La Repubblica, Il Corriere della Sera ed Il Sole 24 Ore. Nell’anzidetto avviso deve altresì essere fatta menzione dell’eventuale seconda convocazione che deve essere fissata in un giorno diverso ed almeno ventiquattro ore dopo la prima.

ART. 26 DIRITTO DI VOTO

Nell’assemblea hanno diritto di voto coloro che risultano iscritti da almeno novanta giorni nel libro dei soci. Ciascun socio ha un solo voto, qualunque sia il numero delle partecipazioni/azioni sottoscritte. Il voto potrà essere espresso anche per corrispondenza, ovvero mediante altri mezzi di telecomunicazione e con le modalità previste dall’art. 2538 VI comma Cod. Civ. Il socio può farsi rappresentare da altro socio che non sia amministratore, sindaco, dipendente o quant’altro, come disposto dall’art.2372 Cod.Civ., mediante delega scritta contenente il nome del rappresentante. Ciascun socio può rappresentare sino ad un massimo di un socio. Le deleghe, oltre ad essere citate nel verbale, devono essere accuratamente conservate.

ART. 27 ASSEMBLEA ORDINARIA

L’assemblea ordinaria:

– approva il bilancio;

– procede alla nomina ed alla revoca degli amministratori, determinandone il numero e nomina i Sindaci designandone il Presidente;

– determina la misura dei compensi da corrispondere agli amministratori ed ai sindaci nonché al revisore contabile o alla società di revisione qualora fosse loro affidata la revisione legale dei conti;

– approva il regolamento interno predisposto dal Consiglio di amministrazione, se di contenuto diverso da quanto previsto dall’art.2521 V comma Cod.Civ.;

– delibera in ordine alla revisione legale dei conti, conformemente a quanto previsto dall’art.2409 bis Cod.Civ.;

– delibera in merito alle domande di ammissione non accolte dal Consiglio di amministrazione, conformemente a quanto previsto dall’art.2528 quarto comma Cod.Civ.;

– delibera sugli oggetti relativi alla gestione dell’attività sociale, sottoposti al suo esame dal Consiglio di amministrazione;

– delibera sulla responsabilità degli amministratori e dei sindaci.

L’assemblea è convocata almeno una volta all’anno per l’approvazione del progetto di bilancio entro 120 (centoventi) giorni dalla chiusura dell’esercizio sociale, ovvero entro 180 (centottanta) giorni, conformemente a quanto previsto dall’art.2364 II comma Cod.Civ. In questo caso gli amministratori segnalano nella relazione al bilancio, le ragioni della dilazione. Inoltre l’assemblea può essere convocata tutte le volte che il Consiglio di amministrazione lo reputi necessario, ovvero per la trattazione di argomenti proposti da tanti soci che rappresentano almeno un decimo della totalità dei voti, facendone domanda scritta agli amministratori, in cui sono indicati gli argomenti da trattare.

ART. 28 ASSEMBLEA STRAORDINARIA

L’Assemblea straordinaria delibera sulle modifiche dello statuto sociale, sullo scioglimento della Cooperativa, sul regolamento interno per quanto previsto nell’art.2521 V comma Cod.Civ. nonché sulla nomina dei liquidatori e sulla determinazione dei relativi poteri.

ART. 29 ASSEMBLEE SEPARATE

Qualora si verifichino le condizioni previste nel secondo comma dell’art.2540 Cod.Civ., il Consiglio di amministrazione farà precedere l’Assemblea da Assemblee separate. L’Assemblea generale dei soci è costituita dai Delegati delle assemblee separate. La convocazione delle Assemblee separate deve essere contenuta nello stesso avviso relativo alla convocazione dell’Assemblea generale della società, con la precisazione che, a quest’ultima, partecipano i Delegati delle Assemblee separate. L’Assemblea generale e le Assemblee separate sono convocate dal Presidente del Consiglio di amministrazione, con le modalità indicate all’art.25, almeno quindici giorni prima di quello fissato per l’adunanza della prima in ordine di tempo delle assemblee separate in calendario. L’avviso di convocazione deve indicare, inoltre, le località in cui si svolgono le singole assemblee, le zone territoriali alle quali ciascuna di esse si riferisce, la data di prima e di seconda convocazione di ciascuna assemblea, e l’Ordine del giorno, che è lo stesso previsto per l’Assemblea generale. La seconda convocazione dell’ultima, in ordine di tempo, delle Assemblee separate, deve precedere di almeno cinque giorni la prima convocazione dell’Assemblea generale della società. Le date di prima e seconda convocazione di ciascuna delle Assemblee separate sono stabilite secondo un calendario che consente la presenza, in ciascuna di esse, del Presidente o di un Vicepresidente o di un Consigliere designato dal Consiglio stesso, che presiederà l’assemblea. L’Assemblea provvede alla nomina di un segretario, che può essere anche persona non socia,per la redazione del verbale che, firmato dal presidente e dal segretario, sarà rimesso al Presidente dell’Assemblea generale a cura del socio che sarà stato delegato ad intervenire alla detta assemblea.

ART. 30 DELIBERAZIONE DELLE ASSEMBLEE SEPARATE

Ciascuna delle Assemblee separate elegge, scegliendoli tra i soci presenti aventi diritto di voto, un Delegato ed un supplente dello stesso perchè partecipino alla Assemblea generale della Società. L’elezione dei delegati deve risultare dal verbale dell’Assemblea che contiene anche l’indicazione dei soci aventi diritto di voto presenti o rappresentati, il computo dei voti favorevoli, contrari e di astensione, per ciascuna delle deliberazioni assunte in relazione all’Ordine del giorno.

ART. 31 DELIBERAZIONE DELLE ASSEMBLEA GENERALE

Delegati eletti nelle Assemblee separate compongono l’Assemblea generale. Ciascun Delegato o, in caso di sua assenza o impedimento il suo supplente, rappresenta tanti voti quanti i soci intervenuti, aventi diritto al voto, all’Assemblea separata che lo ha eletto. Ai fini della validità della costituzione dell’Assemblea generale, in prima ed in seconda convocazione, si terrà conto dei voti rappresentati. Alla Assemblea generale possono assistere anche i soci che hanno preso parte alle assemblee separate. Per ogni deliberazione si farà luogo al computo ed alla somma dei voti da essa riportati in ciascuna delle Assemblee separate, sulla scorta dei singoli verbali di Assemblea. Per quanto non previsto, in ordine alla costituzione, convocazione e votazione, per le Assemblee separate si applicano le norme previste dal presente Statuto per la costituzione, la convocazione e la votazione dell’Assemblea, in quanto applicabili.

ART. 32 COSTITUZIONE E QUORUM DELIBERATIVO

Ai sensi dell’art.2538 Cod.Civ. l’assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è regolarmente costituita quando siano presenti o rappresentati la metà più uno dei voti dei soci aventi diritto al voto. In seconda convocazione, l’assemblea ordinaria è regolarmente costituita qualunque sia il numero dei soci intervenuti o rappresentati, aventi diritto al voto. In seconda convocazione, l’assemblea straordinaria è regolarmente costituita qualora il numero dei soci intervenuti o rappresentati, aventi diritto al voto, risulta non inferiore ad un centesimo. L’assemblea delibera, a maggioranza assoluta dei voti su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno. Per le votazioni si procederà normalmente col voto palese, salva diversa deliberazione dell’assemblea. Le elezioni delle cariche sociali, saranno fatte a maggioranza relativa e con le modalità indicate dal regolamento di cui al successivo art.42.

ART. 33 REQUISITI E COMPOSIZIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio di Amministrazione è composto da non meno di tre e non più di cinque membri nominati dall’assemblea. La maggioranza degli amministratori è scelta tra i soci cooperatori conformemente a quanto previsto dall’art.2542 Cod.Civ., fermo restando quanto disciplinato dal precedente art.16 e quanto altresì previsto dall’art.6 terzo comma della L.8/8/1985, n.443 (Legge Quadro sull’Artigianato). Il Consiglio elegge tra i suoi membri il Presidente ed il Vice-Presidente. La determinazione del numero dei membri del Consiglio e la loro nomina compete all’assemblea. Gli amministratori scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo all’ultimo esercizio della loro carica. Oltre alle cause di ineleggibilità, previste dall’art.2382 Cod.Civ., gli amministratori non possono essere dipendenti e sindaci della Cooperativa; devono possedere inoltre i requisiti di onorabilità e professionalità, con riferimento a quanto previsto dall’art.2387 Cod.Civ. Se nel corso dell’esercizio vengono a mancare uno o più amministratori, il Consiglio provvede alla loro temporanea sostituzione con delibera approvata dal Collegio sindacale. I Consiglieri così nominati restano in carica fino alla prossima assemblea e quelli nominati dall’assemblea durano in carica per il tempo che avrebbero dovuto rimanervi gli amministratori da essi sostituiti. Tuttavia, se per dimissioni o per altre cause, venisse a mancare la maggioranza degli amministratori, si dovrà considerare decaduto l’intero Consiglio e gli amministratori rimasti in carica dovranno convocare subito l’assemblea per nominare il nuovo Consiglio d’amministrazione.

ART. 34 POTERI DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio di amministrazione ha tutte le attribuzioni e i poteri relativi alla gestione ordinaria e straordinaria della Cooperativa, eccetto quelli riservati all’assemblea dei soci per legge o per statuto. In particolare il Consiglio di amministrazione:

a) procede alla convocazione dell’assemblea ed alla esecuzione delle sue delibere;

b) delibera sull’ammissione, sul recesso e sulla esclusione dei soci;

c) redige il testo del regolamento da sottoporre all’approvazione dell’assemblea di cui precedente art. 27;

d) redige il bilancio di esercizio ;

e) effettua investimenti di natura immobiliare di cui al precedente art.4;

f) decide sulla destinazione delle rendite maturate sui fondi patrimoniali;

g) stipula le previste convenzioni con gli Istituti di credito e/o società finanziarie per il raggiungimento dei fini della Cooperativa;

h) provvede alla costituzione di Fondi rischi;

i) nomina i membri del Comitato Tecnico di cui al successivo art.38;

j) assume e licenzia il personale dipendente, determinandone le mansioni e l’inquadramento contrattuale; può anche nominare il Direttore, fissandone il relativo compenso, preposto al coordinamento delle attività della Cooperativa, di cui al successivo art.41;

l) delibera sulla partecipazione a Consorzi Regionali o Nazionali nonché ad altri enti e società aventi identico scopo, con il fine di potenziare l’attività della Cooperativa;

m) conferisce procure sia generali che speciali, ferme restando le facoltà attribuite al Presidente del Consiglio di amministrazione di cui al successivo art.36;

n) determina l’importo delle eventuali fideiussioni che i soci dovranno concedere agli Istituti di credito convenzionati;

o) fissa l’ammontare dell’eventuale tassa di ammissione e delle eventuali commissioni che ogni socio è tenuto a versare in rapporto all’ammontare dei finanziamenti ottenuti dagli Istituti di credito e supportati dalla garanzia mutualistica nonché il numero delle partecipazioni/azioni sociali previste dal precedente art.10 lett. b);

p) stabilisce i criteri per quantificare gli importi dell’eventuale deposito cauzionale previsto dal precedente art.15;

q) delibera in merito alle richieste di garanzia presentate dai soci, qualora non riservi, in tutto o in parte, tale compito al Comitato Tecnico, di cui al successivo art. 38;

r) provvede ad adeguare il presente statuto a disposizioni normative, conformemente a quanto previsto dall’art. 2365, 2° comma Cod.Civ.

Gli amministratori devono adempiere ai doveri ad essi imposti dalla legge e dal presente statuto con la diligenza richiesta dalla natura dell’incarico e delle loro specifiche competenze. Essi sono inoltre solidamente responsabili verso la società dei danni derivanti dall’inosservanza di tali doveri, fatta salva l’iniziativa di autotutela riconosciuta a ciascun amministratore e prevista dagli artt.2391 e 2392 Cod.Civ.

ART. 35 RIUNIONE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Consiglio di amministrazione è convocato dal presidente tutte le volte nelle quali vi sia materia da trattare e deliberare, oppure quando ne sia fatta domanda da almeno un terzo degli amministratori. La convocazione è fatta dal presidente a mezzo lettera, fax o posta elettronica da effettuarsi non meno di cinque giorni prima della riunione e in casi urgenti a mezzo telegramma. Le adunanze del Consiglio di amministrazione sono valide quando intervenga la maggioranza degli amministratori in carica. Le deliberazioni sono prese a maggioranza assoluta dei voti. In seno al Consiglio di amministrazione il voto non può essere dato per delega. Le deliberazioni devono risultare da verbale sottoscritto dal Presidente e dal segretario che ne cura la redazione.

Le riunioni del consiglio di amministrazione si possono svolgere anche a mezzo sistemi di telecomunicazione.

ART. 36 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Presidente del Consiglio di amministrazione rappresenta, a tutti gli effetti, la Cooperativa, anche in giudizio. In caso di assenza o di impedimento del Presidente, i poteri e le attribuzioni di questo, spettano al Vicepresidente ed in caso di assenza o di impedimento di entrambi, spettano al consigliere più anziano di età. Pertanto il Presidente ha la rappresentanza legale della società con l’uso della firma sociale. A lui spettano in particolar modo:

a) di dare esecuzione alle delibere degli organi statutari;

b) di compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione, con ivi compresa la stipula di ogni contratto e convenzione, volti all’attuazione degli scopi statutari;

c) di convocare e presiedere le adunanze del Consiglio d’Amministrazione, delle Assemblee ordinarie e straordinarie adempiendo al riguardo alle modalità dettate dall’art.2371 Cod.Civ.;

d) sottoscrivere l’impegno di garanzia a favore dei soci a seguito della delibera del Comitato Tecnico o del Consiglio di Amministrazione;

e) di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la Cooperativa davanti a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa ed in ogni grado di giurisdizione.

ART. 36 PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE

Il Presidente del Consiglio di amministrazione rappresenta, a tutti gli effetti, la Cooperativa, anche in giudizio. In caso di assenza o di impedimento del Presidente, i poteri e le attribuzioni di questo, spettano al Vicepresidente ed in caso di assenza o di impedimento di entrambi, spettano al consigliere più anziano di età. Pertanto il Presidente ha la rappresentanza legale della società con l’uso della firma sociale. A lui spettano in particolar modo:

a) di dare esecuzione alle delibere degli organi statutari;

b) di compiere tutti gli atti di ordinaria amministrazione, con ivi compresa la stipula di ogni contratto e convenzione, volti all’attuazione degli scopi statutari;

c) di convocare e presiedere le adunanze del Consiglio d’Amministrazione, delle Assemblee ordinarie e straordinarie adempiendo al riguardo alle modalità dettate dall’art.2371 Cod.Civ.;

d) sottoscrivere l’impegno di garanzia a favore dei soci a seguito della delibera del Comitato Tecnico o del Consiglio di Amministrazione;

e) di nominare avvocati e procuratori nelle liti attive e passive riguardanti la Cooperativa davanti a qualsiasi autorità giudiziaria ed amministrativa ed in ogni grado di giurisdizione.

ART. 37 COLLEGIO SINDACALE

Il Collegio sindacale è composto da tre Sindaci effettivi, di cui uno con funzioni di Presidente, e due Sindaci supplenti, nominati dall’Assemblea. Essi vengono scelti tra gli iscritti nel registro dei revisori contabili, istituito presso il Ministero della Giustizia e devono inoltre essere immuni dalle cause di ineleggibilità di cui all’art. 2399 Cod. Civ. I sindaci restano in carica per tre esercizi e scadono alla data dell’assemblea convocata per l’approvazione del bilancio relativo al terzo esercizio della carica. La cessazione dei sindaci per scadenza del termine ha effetto dal momento in cui il collegio è stato ricostituito. Il Collegio sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione ed in particolare sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile, adottato dalla società e sul suo concreto funzionamento. Al Collegio sindacale viene attribuita anche la revisione legale dei conti, salvo che, per diversa volontà dell’Assemblea ordinaria, esso sia demandata ad un revisore legale dei conti e o ad una società di revisione legale di cui all’art.2409 bis Cod.Civ.

Le riunioni del Collegio Sindacale in composizione collegiale possono svolgersi anche mediante mezzi di telecomunicazione.

ART. 38 COMITATO TECNICO

Il Consiglio di Amministrazione può provvedere alla costituzione di un apposito Comitato Tecnico nonché alla sua composizione, determinandone i poteri, al Comitato Tecnico possono partecipare non soci ma con parere a carattere consultivo. Per lo svolgimento delle anzidette funzioni, il Comitato Tecnico dovrà attenersi ai criteri operativi dettati dal regolamento interno di cui al successivo art.42.

TITOLO V

 

ESERCIZIO SOCIALE E SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’

ART. 39 ESERCIZIO SOCIALE E BILANCIO

L’esercizio sociale decorre dal primo gennaio e si chiude al trentuno dicembre di ogni anno. Alla fine di ogni esercizio, il Consiglio di amministrazione procede alla redazione del bilancio, in conformità alle disposizioni di legge. Nessun dividendo è dovuto ai soci e gli eventuali utili netti di esercizio sono attribuiti nella misura del cinquanta percento al fondo di riserva legale e la restante parte al fondo rischi patrimoniale, salvo diverse disposizioni dell’assemblea. E’ vietata la distribuzione dei predetti fondi ai soci.

ART. 40 SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’

L’assemblea che dichiara lo scioglimento della cooperativa, nomina uno o più liquidatori, stabilendone i poteri e provvedendo alla contestuale comunicazione alla Regione Veneto. Circa la regolare costituzione e la relativa delibera vale quanto previsto dai precedenti artt.28 e 32. Le somme che risultassero disponibili alla fine della liquidazione, dopo il pagamento di tutte le passività, dovranno essere devolute, dedotte soltanto le partecipazioni/azioni sociali versate, a favore del “Fondo di garanzia interconsortile per la prestazione di cogaranzie e controgaranzie ai Confidi”. Le somme spettanti ai soci, non riscosse entro tre mesi dall’iscrizione dell’avvenuto deposito del bilancio finale di liquidazione, dovranno essere depositate, a norma dell’art.2494 Cod.Civ. presso un istituto di credito con l’indicazione del cognome e nome del socio.

ART. 40 SCIOGLIMENTO DELLA SOCIETA’

L’assemblea che dichiara lo scioglimento della cooperativa, nomina uno o più liquidatori, stabilendone i poteri e provvedendo alla contestuale comunicazione alla Regione Veneto. Circa la regolare costituzione e la relativa delibera vale quanto previsto dai precedenti artt.28 e 32. Le somme che risultassero disponibili alla fine della liquidazione, dopo il pagamento di tutte le passività, dovranno essere devolute, dedotte soltanto le partecipazioni/azioni sociali versate, a favore del “Fondo di garanzia interconsortile per la prestazione di cogaranzie e controgaranzie ai Confidi”. Le somme spettanti ai soci, non riscosse entro tre mesi dall’iscrizione dell’avvenuto deposito del bilancio finale di liquidazione, dovranno essere depositate, a norma dell’art.2494 Cod.Civ. presso un istituto di credito con l’indicazione del cognome e nome del socio.

TITOLO VI

 

DISPOSIZIONI FINALI

ART. 41 COMPITI DEL DIRETTORE DELLA COOPERATIVA

Al direttore, qualora nominato, spettano il coordinamento e la direzione delle iniziative della Cooperativa volte alla realizzazione degli obiettivi statutari, in sintonia peraltro con le deliberazioni del Consiglio di amministrazione sia nell’attività interna che nei rapporti con i terzi. A tal fine prende altresì parte, con parere consultivo, alle adunanze del Consiglio di amministrazione e del Comitato Tecnico. Sovrintende inoltre al funzionamento dei servizi, coordinando, nel contempo, le mansioni del personale dipendente ed assicurando in tal modo la conduzione unitaria delle iniziative della Cooperativa. In caso di assenza o impedimento, il direttore può essere sostituito da altro dipendente della Cooperativa designato dal Consiglio di amministrazione. Allo scopo inoltre di rendere più agevole lo svolgimento delle mansioni affidategli, in particolare per la gestione dell’attività corrente, il Consiglio di amministrazione, nell’esercizio delle sue funzioni, potrà rilasciare al Direttore della Cooperativa apposita procura operativa limitata a specifici atti ed operazioni nel rispetto, peraltro, delle competenze proprie dell’Assemblea dei soci e del Consiglio di amministrazione.

ART. 42 REGOLAMENTO INTERNO

L’assemblea ordinaria provvede ad approvare il regolamento interno, ai sensi dell’art.27 del presente statuto, onde assicurare una più efficace operatività delle norme statutarie ed il migliore funzionamento della Cooperativa. A titolo esemplificativo, il regolamento potrà disciplinare più compiutamente:

a) il rapporto tra la Cooperativa ed i soci;

b) la procedura per la convocazione e lo svolgimento delle adunanze degli organi societari;

c) le modalità per l’elezione delle cariche sociali;

d) i requisiti per la concessione della garanzia mutualistica;

e) il funzionamento del Comitato Tecnico;

f) il ruolo del Direttore della Cooperativa.

ART. 43 COLLEGIO ARBITRALE

Conformemente a quanto previsto dagli artt.34 e 37 del Decreto legislativo 5/2003 che disciplina il processo societario, tutte le controversie insorgenti tra i soci, ovvero tra i soci e la società che abbiano ad oggetto diritti disponibili relativi al rapporto sociale, comprese quelle relative alla validità delle delibere assembleari, nonché le controversie promosse da amministratori, liquidatori e sindaci ovvero nei loro confronti, debbono essere risolte mediante arbitrato amministrato secondo il regolamento della Camera Arbitrale di Padova. L’organo arbitrale sarà costituito da 3 o 5 arbitri nominati dalla Camera Arbitrale di Padova. Il Collegio arbitrale deciderà la controversia in via rituale e secondo diritto.

ART. 44 CLAUSOLA DI RINVIO

Per quanto non previsto nel presente statuto, viene fatto rinvio alla vigente normativa societaria per le cooperative, alle norme in materia di società per azioni in quanto compatibili, alla L. 24.11.2003 n. 326 sui Confidi nonché alle disposizioni attuative della Banca d’Italia.